Coltivazione

 

 

 

 

Come Produciamo

produzioneLa qualità ed il rispetto per l’ambiente rappresentano gli obiettivi che orientano le nostre scelte aziendali.

A tale scopo il processo produttivo viene seguito e controllato in ogni sua fase.

La nostra produzione viene realizzata facendo ricorso ai metodi della difesa integrata; in particolare l’azienda impiega i bombi (insetti simili alle api) per l’impollinazione, e fa ricorso all’innesto delle piantine su un portainnesto resistente agli attacchi dei parassiti.

Tale pratica, nonostante i costi più elevati, consente di produrre nel rispetto dell’ambiente.

Ogni fase del processo produttivo, dal trapianto delle piantine fino alla raccolta dei frutti, viene accuratamente seguita; la raccolta e la selezione vengono effettuate con la massima attenzione affinchè i frutti esprimano al meglio le loro caratteristiche organolettiche.

ibombiI bombi (bombus terrestris), sono insetti pronubi simili alle api, organizzati in colonie costituite da una regina fecondata che depone le uova, e da numerose operaie, nutrici per la prole, che raccolgono il polline ed il nettare.

La durata delle colonie può variare da quattro a otto settimane, a seconda delle condizioni climatiche e degli eventi atmosferici.

Gli insetti pronubi contribuiscono in maniera importante al conseguimento delle produzioni agricole; per la loro grande efficienza come bottinatori, i bombi sono comunemente usati per l’impollinazione di diverse colture agrarie: in particolare pomodoro, peperone, melanzana, fragola, melone ed altre colture da frutto.

Per tutte, il loro impiego da un lato si traduce in produzioni di frutti regolari e di maggiore qualità, anche se più costose; dall’altro evita di praticare la fecondazione artificiale dei fiori.

L’attività impollinatrice svolta dai bombi, occupa una posizione di particolare rilievo in Europa per la possibilità che offre di allevamento in biofabbriche e di successiva diffusione commerciale.

L’impiego di bombi per l’impollinazione delle colture protette, iniziato nei primi anni ottanta nel nord Europa, ha conosciuto un interesse crescente anche nel bacino del mediterraneo dove rappresenta uno strumento prezioso direttamente collegato alla diffusione della lotta integrata e biologica.

innestoE’ una pratica che viene usata per difendere le colture dagli attacchi dei parassiti del terreno. Tale pratica costituisce il recupero di un antico metodo di difesa e valorizzazione delle colture il cui caso più famoso è quello della fillossera della vite che venne debellata innestando la vite europea su quella americana.

In tempi moderni, l’innesto come mezzo di difesa delle specie orticole era stato completamente abbandonato a favore dei mezzi chimici.

Per la realizzazione dell’innesto si impiegano due semi: da uno dei due nascerà la piantina che farà da portinnesto (che significa che farà le radici nel terreno) mentre dall’altro seme nascerà la piantina che produrrà i frutti.

La piantina portinnesto emetterà le radici nel terreno e, poiché è naturalmente dotata di resistenza ai parassiti del terreno, difenderà l’altra piantina che si andrà ad innestare sopra nella parte esterna fuori dal terreno.

Affinché l’innesto abbia successo le due piantine devono avere affinità tra di loro e quindi appartenere alla stessa famiglia botanica.

Con questa pratica si alzano i costi di produzione poiché occorrono due piantine invece che una e l’operazione dell’innesto viene eseguita manualmente.

Il maggiore costo è ripagato dall’ottenimento di un prodotto più salubre perché con questa pratica si evitano i trattamenti chimici ( peraltro ammessi dalla legge), altrimenti necessari.

Inoltre con questa pratica si realizza il nostro obiettivo più importante e cioè il rispetto dell’ambiente.

Tra i sistemi di difesa delle piante utilizzati dall’agricoltura tradizionale quali, ad esempio, la lotta a calendario, la lotta guidata e la difesa integrata, quest’ultimo è il sistema adottato dalla nostra azienda.

Difesa integrata:
è un sistema di controllo degli organismi dannosi che, nel rispetto delle esigenze economiche, ecologiche e tossicologiche, utilizza tutti i fattori e le tecniche disponibili per mantenere le popolazioni di patogeni al di sotto di una densità che comporti danno economico, dando la priorità a fattori naturali di limitazione.

Vengono utilizzati nemici naturali (parassiti, parassitoidi e predatori), pratiche agronomiche, varietà di piante resistenti, lotta fisica, nonché elaborati modelli previsionali sulle infestazioni di insetti e funghi, al fine di costituire un equilibrio favorevole alla produzione.

A seconda dell’immediatezza del pericolo, si può fare ricorso a pratiche agronomiche, all’uso di mezzi biologici o di mezzi chimici.

Un programma di protezione integrata è dinamico e in funzione delle informazioni che si ottengono sul campo; richiede la partecipazione attiva e motivata del coltivatore che dovrà essere in prima persona il “gestore” degli interventi.

Si tratta quindi di un metodo di razionalizzazione dell’uso delle risorse fitoiatriche siano esse di natura chimica, biologica, fisica, agronomica o biotecnologica.

germoglio-terrenoProduzione integrata:
si ottiene applicando i principi ecologici che cercano di combinare la sopracitata difesa integrata delle colture con:

  • una idonea scelta varietale e del materiale vivaistico a seconda della vocazionalità della zona intesa come l’insieme delle caratteristiche del terreno e del clima di una certa area ottimali per una determinata specie;
  • una gestione del suolo che tenda ad esaltare la fertilità del terreno;
  • un idoneo sistema di allevamento e di potatura;
  • la raccolta al momento ottimale di maturazione e una conservazione ottimale.